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Come Twitter e Facebook rendono produttivi 0

feb25

Un articolo su Wired ribalta il luogo comune secondo cui il social networking sia un danno per la produttività, quanto meno per chi svolge lavori che richiedono conoscenza, design, creatività.

Secondo l’autore, il dato secondo cui il microblogging contribuisce ad un decurtamento di 1.5 punti percentuali della produttività complessiva parte dal presupposto che il tempo speso in quel modo sia tempo sprecato. Questo, “tradisce una certa ignoranza del processo creativo. Gli uomini non sono progettati per mantenersi costantemente concentrati sui compiti che gli vengono assegnati. Abbiamo bisogno di pause di tanto in tanto per sollevare il nostro pensiero dalla pressione.”

Attenzione però: questo non vuol dire che uno dovrebbe mettersi a giocare a Campo Minato ogni volta che gli viene voglia. Secondo Don Ambrose, della Rider University, i risultati migliori si ottengono “esponendo la mente ad una serie di informazioni completamente nuovo, piuttosto che semplicemente scaricando lo stress mentale. In questo modo, infatti, si incoraggia l’associazione creativa, il mettere insieme concetti apparentemente incorrelati — elemento fondamentale del processo di creazione.”

L’articolo completo su Wired.

Karma e sangue (non necessariamente freddo) 0

dic14

Risulta molto interessante, la mattina dopo, farsi un giro nei siti social per vedere come all’estero viene commentata la notizia italiana del giorno, che in questo caso è l’aggressione al premier Silvio Berlusconi.

Reddit, grazie al fatto che la notizia è andata in home page, ci riserva tutta una serie di commenti, dai favorevoli e contrari, quelli che non si picchiano i vecchi, ai teorici della cospirazione che suppongono che si tratti di una messinscena, quelli insospettiti dalla prontezza con cui l’aggressore è stato identificato come malato mentale dai media, fino a quelli che aspettano che venga pubblicato il giochino Flash per emulare le gesta del “terrorista”.

Il quale, tale Massimo Tartaglia, ha subito avuto in dote per il suo gesto una pagina Facebook che, al momento, conta 44000 fans - e se ne aggiungono centinaia al minuto; e per aggiornamenti in tempo reale, sintonizzatevi su Twitter. (Linko google, ché al momento tuitter non sembra funzionare.)

L’interrogativo Twitter 0

dic9

Quando una domanda resta senza risposta, non è necessariamente a causa della difficoltà insita nel quesito. Talvolta, è la domanda stessa ad essere sbagliata.

Sento spesso chiedere lumi su Twitter — “Come funziona Twitter?”, “Come si usa?” — quasi che debba esistere un modello comportamentale al quale conformarsi per ogni cosa: quasi che l’uso consista nel farsi usare! OK, è certamente più comodo fare come fanno gli altri piuttosto che inventarsi un modo per sfruttare uno strumento che non è ancora stato esplorato a fondo, in tutte le sue potenzialità, quasi una nuova prateria del web.

Meglio chiedersi perciò: “Come posso usare Twitter?” Chiunque investa denaro in qualsiasi forma di business è preoccupato della propria presenza online, ed il 2009 è stato l’anno di Twitter. Persino i motori di ricerca più blasonati hanno dovuto rivedere le loro strategie di indicizzazione per restare al passo con il paradigma del life blogging, dei post “in tempo reale”. Le informazioni diventano obsolete nel giro di ore, e devono essere aggiornate di continuo. I SEO hanno il loro bel daffare a tenere il passo della Google Dance.

Chi è stato, quindi, ad aver interpretato meglio questo fenomeno fino ad ora? The Big Money, l’appendice business di Slate, ci offre la classifica delle prime 12 compagnie, basata sul numero di Follower. Sono stati presi in considerazione gli account che hanno superato il milione di utenti.

Al primo posto si piazza il New York Times, seguito dal canale di intrattenimento E! Online e dalla NBA. Molti di questi canali sono semplici copie di feed RSS del sito, per cui si potrebbe pensare che il loro successo è dovuto in larga parte al loro “nome”.  Tuttavia risulta che le grandi multinazionali sono in minoranza rispetto a nuovi arrivati che operano esclusivamente (o prevalentemente) sul web.

L’articolo evidenzia come la funzionalità Suggested User, che suggerisce canali a cui iscriversi in base ai gusti dell’utente, ha una grande influenza nel permettere ad un canale di raggiungere il tipo di cifre (milioni di utenti) preso come riferimento: alcune compagnie sembrano preferite rispetto ad altre, creando discrepanze anche notevoli, come il milione e mezzo di followers di Jet Blue contro i 35000 di Comcast Cares, nonostante si tratti in entrambi i casi di assistenza  ai clienti.

Proprio i servizi di assistenza sembrano aver trovato casa su Twitter: il funzionamento in tempo reale, la reciprocità con cui ci si scambia messaggi (confronta con la quasi unidirezionalità delle fan page di Facebook) e la trasparenza con cui il tutto accade danno agli utenti l’impressione che le compagnie si occupino realmente del loro particolare problema, ponderino i loro suggerimenti, ascoltino le loro critiche.

Tutto qui, Twitter? Un sistema per sostituire i call center? Il futuro ci sorprenderà. Ancora una volta.

Leggi: The Big Money Twitter 12

Collegare i propri account 0

nov11

Sempre più siti, soprattutto i social network, offrono la possibilità di collegare gli account che si hanno su altri siti, ossia memorizzare il login (nome utente e password) con cui ci si connette a questi altri servizi in modo da ottenere l’accesso automaticamente per ottenere e/o inviare informazioni.

Dalle funzioni che siamo abituati a conoscere ed apprezzare, come importare gli amici da Myspace a Facebook e viceversa, a quelle la cui utilità è meno ovvia ai più, come condividere gli aggiornamenti del wall di Facebook su Twitter o viceversa, questa funzione apre scenari certamente interessanti, per chi sarà in grado di individuarne il valore e metterlo a frutto, pur potendo avere ricadute su coloro che non sono in grado di proteggere la loro e l’altrui privacy, diffondendo dati potenzialmente sensibili ai quattro venti (mica tanto) virtuali.

In tutto ciò, un metodo più sicuro ed al tempo stesso efficiente, di crearsi un’unica identità elettronica, senza disseminare i propri dati di accesso in lungo e in largo, è costituita da Open ID. Con un sito esterno a fare da garante, è possibile utilizzare un’unica password per provare la propria identità al sistema, e poi accedere a qualsiasi sito che supporti questa tecnologia. Questa è la strada che ci riserva il futuro.

Facebook contro Twitter 0

nov5

Di recente Facebook ha lanciato una nuova fnzione che mira a spodestare i siti di blogging in tempo reale come FriendFeed e Twitter. Il feed in Tempo Reale si è andato, quindi, ad affiancare al preesistente feed delle Notizie, la selezione dei post che Facebook ritiene più adatti ai tuoi gusti.

Il nuovo feed, invece, visualizza tutte le storie di tutti i tuoi amici, gruppi, page ed applicazioni (con la possibilità di escluderne esplicitamente alcuni) e la lista viene aggiornata in tempo reale, non appena sono disponibili novità: “quando uno dei tuoi amici scrive o fa qualcosa, l’elenco in “tempo reale” scorre verso il basso, per fare spazio alle nuove entrate, che fanno quindi la loro comparsa.” Il tutto condito da effetti di dissolvenza a cui AJAX ed il Web 2.0 ci hanno abituati.

“Non è un segreto che Facebook stia spingendo le sue caratteristiche di microblogging e life-streaming sempre più in primo piano sul sito, di recente. Il box”A cosa stai pensando?” di è parecchio simile al modo in cui funziona Twitter, ed il sistema di commento alle storie ricorda molto FriendFeed.” Dato che queste due realtà, al contrario di Facebook, non sono ancora riuscite (del tutto) ad espandersi ed uscire dalla nicchia di utenza per la quale sono state create, dovranno certamente darsi da fare per accaparrarsi una fetta di questo importante mercato che rischia di sfuggirgli, altrimenti, di mano.

Articoli citati:

Facebook’s Live Feed challenges FriendFeed, Twitter