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Come Twitter e Facebook rendono produttivi 0

feb25

Un articolo su Wired ribalta il luogo comune secondo cui il social networking sia un danno per la produttività, quanto meno per chi svolge lavori che richiedono conoscenza, design, creatività.

Secondo l’autore, il dato secondo cui il microblogging contribuisce ad un decurtamento di 1.5 punti percentuali della produttività complessiva parte dal presupposto che il tempo speso in quel modo sia tempo sprecato. Questo, “tradisce una certa ignoranza del processo creativo. Gli uomini non sono progettati per mantenersi costantemente concentrati sui compiti che gli vengono assegnati. Abbiamo bisogno di pause di tanto in tanto per sollevare il nostro pensiero dalla pressione.”

Attenzione però: questo non vuol dire che uno dovrebbe mettersi a giocare a Campo Minato ogni volta che gli viene voglia. Secondo Don Ambrose, della Rider University, i risultati migliori si ottengono “esponendo la mente ad una serie di informazioni completamente nuovo, piuttosto che semplicemente scaricando lo stress mentale. In questo modo, infatti, si incoraggia l’associazione creativa, il mettere insieme concetti apparentemente incorrelati — elemento fondamentale del processo di creazione.”

L’articolo completo su Wired.

Social Search 0

feb15

Il lancio di Google Buzz è stato strombazzato in lungo e in largo, al punto da portare a chiedersi cosa ci sia poi di tanto eclatante nel lancio di un Google Reader per social network. A parte aggregare i contenuti postati altrove (aumentandone la confusione) non mi pare che al momento si possa fare granché altro.

Il quadrò però andrebbe completato con una funzione meno nota che è stata introdotta di recente: la social search. Va detto che la funzione è appena uscita dallo stato di Beta ed è possibile usarla solo su google.com (quindi non ancora su google.it) ed ovviamente bisogna essere loggati con il proprio utente Google.

Se la funzione è attiva, i risultati di una ricerca saranno completati da contenuti presi dal vostro “circolo sociale”. In pratica, compariranno post dei vostri amici su Facebook, colleghi su LinkedIn, gruppi preferiti su Last.fm e così via. Ovviamente il sistema non si limita a prelevare i dati da Facebook, LinkedIn e Last.fm, ma conoscendo i siti, i blog e i forum su cui gli amici (e gli amici degli amici) a loro volta postano i loro contenuti, raggiunge ed aggrega tutto quello che questi vogliono condividere con noi e ce lo mostra a corredo delle nostre ricerche, scegliendo ovviamente gli articoli più pertinenti.

Se volete provarla, la difficoltà maggiore sta nel convincere il vostro browser a lasciare la versione italiana di Google e tornare a quella originaria. Per farlo, seguite semplicemente questo link. Se volete avere un’idea del circolo sociale che Google ha costruito in base al vostro profilo, andate nelle Impostazioni di Social Search. Per cambiarvi volto , invece, dove agire sul vostro profilo Google, o crearne uno, se non ne avete.