feb25
Un articolo su Wired ribalta il luogo comune secondo cui il social networking sia un danno per la produttività, quanto meno per chi svolge lavori che richiedono conoscenza, design, creatività.
Secondo l’autore, il dato secondo cui il microblogging contribuisce ad un decurtamento di 1.5 punti percentuali della produttività complessiva parte dal presupposto che il tempo speso in quel modo sia tempo sprecato. Questo, “tradisce una certa ignoranza del processo creativo. Gli uomini non sono progettati per mantenersi costantemente concentrati sui compiti che gli vengono assegnati. Abbiamo bisogno di pause di tanto in tanto per sollevare il nostro pensiero dalla pressione.”
Attenzione però: questo non vuol dire che uno dovrebbe mettersi a giocare a Campo Minato ogni volta che gli viene voglia. Secondo Don Ambrose, della Rider University, i risultati migliori si ottengono “esponendo la mente ad una serie di informazioni completamente nuovo, piuttosto che semplicemente scaricando lo stress mentale. In questo modo, infatti, si incoraggia l’associazione creativa, il mettere insieme concetti apparentemente incorrelati — elemento fondamentale del processo di creazione.”
L’articolo completo su Wired.
nov11
Sempre più siti, soprattutto i social network, offrono la possibilità di collegare gli account che si hanno su altri siti, ossia memorizzare il login (nome utente e password) con cui ci si connette a questi altri servizi in modo da ottenere l’accesso automaticamente per ottenere e/o inviare informazioni.
Dalle funzioni che siamo abituati a conoscere ed apprezzare, come importare gli amici da Myspace a Facebook e viceversa, a quelle la cui utilità è meno ovvia ai più, come condividere gli aggiornamenti del wall di Facebook su Twitter o viceversa, questa funzione apre scenari certamente interessanti, per chi sarà in grado di individuarne il valore e metterlo a frutto, pur potendo avere ricadute su coloro che non sono in grado di proteggere la loro e l’altrui privacy, diffondendo dati potenzialmente sensibili ai quattro venti (mica tanto) virtuali.
In tutto ciò, un metodo più sicuro ed al tempo stesso efficiente, di crearsi un’unica identità elettronica, senza disseminare i propri dati di accesso in lungo e in largo, è costituita da Open ID. Con un sito esterno a fare da garante, è possibile utilizzare un’unica password per provare la propria identità al sistema, e poi accedere a qualsiasi sito che supporti questa tecnologia. Questa è la strada che ci riserva il futuro.
nov5
Di recente Facebook ha lanciato una nuova fnzione che mira a spodestare i siti di blogging in tempo reale come FriendFeed e Twitter. Il feed in Tempo Reale si è andato, quindi, ad affiancare al preesistente feed delle Notizie, la selezione dei post che Facebook ritiene più adatti ai tuoi gusti.
Il nuovo feed, invece, visualizza tutte le storie di tutti i tuoi amici, gruppi, page ed applicazioni (con la possibilità di escluderne esplicitamente alcuni) e la lista viene aggiornata in tempo reale, non appena sono disponibili novità: “quando uno dei tuoi amici scrive o fa qualcosa, l’elenco in “tempo reale” scorre verso il basso, per fare spazio alle nuove entrate, che fanno quindi la loro comparsa.” Il tutto condito da effetti di dissolvenza a cui AJAX ed il Web 2.0 ci hanno abituati.
“Non è un segreto che Facebook stia spingendo le sue caratteristiche di microblogging e life-streaming sempre più in primo piano sul sito, di recente. Il box”A cosa stai pensando?” di è parecchio simile al modo in cui funziona Twitter, ed il sistema di commento alle storie ricorda molto FriendFeed.” Dato che queste due realtà, al contrario di Facebook, non sono ancora riuscite (del tutto) ad espandersi ed uscire dalla nicchia di utenza per la quale sono state create, dovranno certamente darsi da fare per accaparrarsi una fetta di questo importante mercato che rischia di sfuggirgli, altrimenti, di mano.
Articoli citati:
Facebook’s Live Feed challenges FriendFeed, Twitter