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It’s A Small World, Baby! 0

apr7

Nel grande mondo della rete, sembra montare il fenomeno ASmallWorld, già ribattezzato da alcuni Snobster. Il sito, che non prevede iscrizioni e funziona solo ad inviti, si propone come un punto di incontro per gente “di un certo livello”, facendo leva proprio sul fatto che l’ammissione alla comunità viene data come privilegio, piuttosto che lasciata aperta a tutti. Gli utenti vengono invitati ad invitare e connettersi solo con persone che conoscono in maniera diretta.

Gli utenti che violano il codice di comportamento del sito, creando profili fittizi o vantando conoscenze che non posseggono, vengono attivamente “esiliati” dal sito: quando proveranno a connettersi dopo l’esclusione, la grafica del sito sarà cambiata, le loro connessioni scomparse, ed il titolo del sito reciterà “A Big World”.

La domanda sorge spontanea: chi mi passa un invito?

Cos’è una comunità virtuale? 0

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Una comunità virtuale comprende un gruppo di persone, più o meno numeroso, che si mantiene in contatto telematicamente, soprattutto tramite internet.
Una comunità virtuale può avere un tema o un argomento di comune interesse (come sport, cucina, informatica e via dicendo) o semplicemente una funzione di aggregazione. I membri di una comunità virtuale possono comunicare in diverso modo: tramite messaggi privati, chat, forum o programmi di messaggistica istantanea, tra cui i più famosi sono Msn Messenger, ICQ, Yahoo! Messenger.

Le comunità virtuali più diffuse in Italia sono Badoo, Facebook, Linkedin, MySpace e Netlog.

Il linguaggio delle comunità virtuali 0

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linguaggio
Il linguaggio delle comunità virtuali si è evoluto avvicinandosi più a quello usato negli sms piuttosto che a quello parlato. Innanzi tutto c’è un largo utilizzo di emoticons, ossia quelle faccine che esprimono stati d’animo e che enfatizzano ciò che si sta dicendo. Ed infatti se ci si fa un giro nei forum, si vedrà l’uso e l’abuso di questo linguaggio non virtuale, che in casi estremi può risultare addirittura fastidioso.Diffuso è l’utilizzo dell’inglese, di acronimi (ad esempio rotfl che sta per “rolling on the floor laughing” ossia “mi rotolo per terra dal ridere”), abbreviazioni (”dmn” che sta per “domani”), la sostituzione della C dolce con la K, utilizzo della fonetica al posto della parola (”U” sta per “you”); queste sono tutte evoluzioni della lingua nate dalla necessità di essere brevi quando si scrivono sms e che sono ormai state trasferite anche nel mondo virtuale, pur non essendoci alcuna necessità.

Comunità online di rilievo 1

apr1

Con il diffondersi delle comunità virtuali, automaticamente l’economia legato a questo settore ne ha trovato un grande giovamento.

Tralasciando l’aspetto economico pratico, come aumenti di acquisti di webcam e microfoni, mi riferisco alla nascita di numerose comunità virtuali, molte delle quali hanno subito assunto posizioni di rilievo.

Tra le più conosciute ricordiamo MySpace, creata nel 1998, che offre ai suoi utenti un blog, uni proprio profilo dove inserire foto, musica e video. Questa comunità è particolarmente famosa perché vanta la registrazione di un alto numero di artisti, che si servono di questo mezzo per farsi pubblicità e farsi conoscere nel web.

Anche DevianART è ritenuta molto utile per gli artisti che pubblicano gratuitamente le proprie creazioni artistiche di ogni tipo, grafiche, fotografiche, animate o artigianali.

Qui troviamo già un differente uso del mezzo virtuale, infatti oltre la registrazione gratuita è possibile anche la versione a pagamento con la quale è possibile usufruire di una più vasta scelta di strumenti.

Oggigiorno una della più famose comunità virtuali è sicuramente Facebook, il quale nome si riferisce agli annuari con le foto di ogni singolo studente delle scuole statunitensi.

I membri di Facebook possono iscriversi gratuitamente e scegliere di appartenere ad una o più reti. Hanno la possibilità di personalizzare il proprio profilo con foto, video, preferenze e gusti, offre inoltre una scelta di svago e passatempo tramite numerosi giochi in flash, o tavoli di poker online. Una particolarità di questa comunità è  il nome proprio, e non più un nickname che consente di stringere amicizia con persone di cui si conosce solo il nome e cognome, o di riallacciare vecchi rapporti con vecchi amici.

Altre comunità famose sono IrcLove ed IrcNapoli, che accolgono centinaia di iscritti che tramite messaggistica veloce e minichat hanno la possibilità di conoscersi e scambiare le proprie idee. L’organizzazione di meeting periodici inoltre, tipici di queste comunità servono a donare un tocco di realtà a queste conoscenze.

Deformazione del linguaggio 0

apr1

Un aspetto negativo della diffusione delle comunità virtuali riguarda il linguaggio che ha subito uno stravolgimento riguardo l’uso corretto della grammatica italiana.

Contrazioni ed abbreviazioni sono sempre più diffuse nel linguaggio dei nostri giorni. Per facilitare e velocizzare la comunicazione online infatti, si ricorre ormai a questo uso improprio dei termini. Si parte da un semplice “che” che diventa “ke” fino ad arrivare ad un veloce messaggio “vng dp” che tende praticamente ad annullare la funzione della vocale. Molte di queste abbreviazioni sono riprese anche dall’inglese, ad esempio “afk” che vorrebbe voler dire “Away From Keyboard” (lontano dalla tastiera) o un diretto e molto usato “asl” che scritto ad inizio conversazione, vorrebbe significare  “Age,Sex,Location” sono tra le “parole” più usate nelle comunità online.

Le parole spesso sono considerate superflue anche per spiegare uno stato d’animo, una semplice emoticon infatti va a sostituire mille “ingombranti” parole “superflue”.

 

Tra gli esempi riportiamo:

 

Ci sei? = c6?

Perdere = xdere

Qualcosa = qls

Buonanotte = b.ntt

Ci vediamo dopo = c ved dp

Rispondi = risp

Rispondi urgente = risppppp

Rotto = r8

Comunità online riduttrice di inibizioni 0

mar31

Oggetto di studio di molti  psicologi, la chat e le comunità virtuali risultano avere un effetto disinibitorio nella comunicazione anche da parte di persone generalmente introverse.

Aspetto fondamentale è infatti la creazione di un’identità, che spesso viene nascosta dietro la creazione di un nickname al quale l’utente può associare una foto, o celarsi dietro un avatar.

Viene così a ridursi ogni sorta di collegamento con la vita reale. I dati infatti, quali nome, sesso, età, religione possono essere tranquillamente essere omessi o trattarsi di informazioni false.

L’individuo quindi tende a sciogliere ogni sorta di inibizione, dialogando tranquillamente senza la paura di doversi confrontare fisicamente con l’interlocutore, creando un legame di piacevole conversazione e non solo.

Da cigno a brutto anatroccolo 0

mar23

Come ormai è risaputo, dietro ad una schermata di chat, nascosti dietro simpatici nickname, molti utenti sono soliti migliorarsi un po’ nella descrizione di loro stessi.

Proprio favoriti dall’anonimità e disinibiti dalla non presenza fisica dell’interlocutore/trice, chi chatta si ritrova ad aprirsi e a volte senza accorgersene, incoraggiati anche dal fatto che nn ci si vedrà “mai dal vivo” e che quindi ciò non possa nuocere a nessuno. Tutto questo non è un problema…finchè arriva il giorno del fatidico incontro che si pensava non sarebbe mai dovuto avvenire. I principi azzurri alti belli e biondi, cominciano a ridimensionarsi man mano e a perdere qualche centimetro, la fotografia inviata di 10 anni prima e 20 kg fa comincia a creare qualche ansia, ed i ritocchi fatti ingenuamente con il Photoshop diventano tutto d’un tratto una catastrofe!

Si comincia quindi a prender tempo, a porre infinite domande riguardo l’aspetto fisico che non è poi così importante, che quel che conta è il carattere e l’affinità che si è andata a creare in questi giorni di chat.

Spesse volte l’incontro va bene, malignamente intendendo ad esempio quando qualche bugia di troppo è stata detta da ambo i lati, e quindi ci si accontenta. Un po’ meno piacevole invece risulta quando la persona che si va ad incontrare non è proprio quella identica alla fotografia e cresce il desiderio di trovarsi in tutt’altro luogo meno che lì. Ciò fa pensare ad una sorta di legame con il passato, anche se con qualche “piccola” differenza. Mi riferisco a quando gli antichi combinavano i matrimoni tra i propri figli, e in questo contesto il velo della sposa svolgeva un ruolo fondamentale. Questo infatti copriva il volto della sposa per tutta la durata della cerimonia e soltanto al termine veniva mostrato l’aspetto al proprio marito. Tutto questo per evitare possibili fughe o ripensamenti da parte dello sposo.

Le Comunità Virtuali 0

mar1

Sviluppatesi e diffuse a macchia d’olio agli inizi del XXI secolo, le Comunità Virtuali costituiscono un insieme di persone che interagiscono tra di loro tramite una rete telematica.

Con il semplice accesso ad internet chiunque può partecipare da qualunque posto e interfacciarsi con gli altri utenti connessi.

Andando quasi a sostituire i vecchi mezzi di comunicazione, le comunità online costituiscono un punto di incontro e di ritrovo per chi desidera chiacchierare e conoscere nuove persone, anche trovandosi a km di distanza.

 

 

All’interno di queste comunità possiamo trovare diverse tipologie di uso, quali il forum di discussione, all’interno del quale ci si possono scambiare informazioni, pareri, consigli utili, il guestbook, una sorta di libro degli ospiti, la chat strumento fondamentale suddiviso spesso in stanze e canali, il blog una specie di diario dove crearsi uno spazio pubblico con possibilità di ricevere messaggi e commenti e newsletter.